Il dato del 2025 è netto: il valore M&A nella transizione energetica è cresciuto di oltre il 20% a 599 mld $ anche se i volumi sono scesi di circa il 15% (DLA Piper). Tradotto: pochi deal, più grandi. La catena del valore di infrastrutture, servizi e storage è salita del 38% a 271 mld $. Il capitale non si diffonde: si concentra.
Cosa significa per chi alloca
La concentrazione premia la selezione e penalizza l'esposizione indiscriminata. Dentro la transizione energetica i sotto-segmenti divergono molto (le rinnovabili pure in alcune aree arretrano; crescono infrastrutture, storage e piattaforme industriali). Allocare bene oggi significa scegliere il segmento giusto e, soprattutto, governare il programma: il rischio dei real asset è tecnico prima che finanziario.
Disciplina, non entusiasmo
Per fondi e family office, il vantaggio non sta nell'esserci, ma nel come: due diligence di esecuzione con metodo ingegneristico, governance che protegge il capitale lungo programmi pluriennali, e allineamento tra sponsor, board e delivery.
Come intervengo. Porto la lente da allocatore con radice ingegneristica: selezione e governance di programmi capital-intensive in infrastrutture, energia, economia circolare e piattaforme industriali — la stessa disciplina di un programma europeo da 1 mld € su 15 impianti.
